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Da imperatore a santo militare:"San Costantino" su monete e sigilli tra XII e XIII secolo

Autor Bruno Callegher
Veröffenticht in Quaderni Ticinesi, Band XXXVIII (2009)
Ticino Notebooks
Seiten 285-330 (46 Seiten)
Nummer
N#
L219431
 

Abstrakt

Le monete da venerare sono, in senso lato, anche quelle discusse da Bruno Callegher in un articolo dedicato all’immagine di Costantino su monete e sigilli del 12. e 13. secolo. Per quanto attiene la ricerca numismatica su questo imperatore in epoca bizantina si possono individuare almeno due ambiti. Il primo è quello economico-monetale, dove Costantino persiste nei secoli attraverso la sua riforma. Il secondo è quello iconografico, discusso in particolare dal Callegher e che si esplicita verso la fine del 12. secolo per perdurare in quello successivo, con una notevole particolarità rispetto alla tradizione classica riguardante le autorità fondatrici dell’impero. Per Costantino, la santità fu legata dapprima all’istituzione dell’impero cristiano dopo la sua vittoria nel segno della Croce e, in seguito, al rinvenimento della Santa Croce a Gerusalemme. Dovettero però trascorrere parecchi secoli perchè Costantino, questa volta santificato anche in relazione al suo compito di soldato di Cristo, fosse rappresentato in un coerente programma iconografico sulle emissioni di Alessio III nella zecca di Costantinopoli. A questa zecca e a queste emissioni si richiamarono vari sovrani anche nei secoli successivi per legittimare il proprio ruolo in continuità con l’impero di Bisanzio.

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