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Il cratere bronzeo figurato dalla Casa di Gaio Giulio Polibio: ipotesi di interpretazione

Autor Fatima Silvestro
Veröffenticht in Quaderni Ticinesi, Band XXXVII (2008)
Ticino Notebooks
Seiten 263-286 (24 Seiten)
Nummer
N#
L219556
 

Abstrakt

Con l’esegesi di un monumentale cratere bronzeo di Pompei Fatima Silvestro fa luce sulla ridda di ipotesi relative alla sua decorazione figurata. Il cratere fu rinvenuto nel 1978 nel triclinio della casa di Gaio Giulio Polibio insieme ad altri raffinatissimi oggetti bronzei – in parte pezzi di vero antiquariato – che fanno supporre nel proprietario un collezionista di opere d’arte. Il fregio figurato a sbalzo presenta otto personaggi maschili armati o in atto di armarsi e, prima e dopo il restauro del 1981, fu interpretato in vari modi, sia prendendo le figure come episodi isolati del mito che applicando interpretazioni d’insieme. L’analisi dell’autrice è quella iconografica che valuta ogni piccolo dettaglio che possa far luce per la comprensione d’insieme, appoggiandosi anche alle fonti antiche ed escludendo, strada facendo, le ipotesi precedenti e problematiche, perché appunto iconograficamente troppo legate ad un particolare a discapito degli altri. Identificando il personaggio che accarezza un cane molosso come Meleagro (fig. 9) l’autrice sviluppa una catena di connessioni argutissime che portano a confermare in maniera convincente un’ipotesi ventilata già da Fausto Zevi all’epoca della scoperta del vaso e cioè la caccia al cinghiale calidonio. La mancanza della fiera sul fregio figurato non fa problema, visto che a volte vengono rappresentate anche le fasi precedenti o successive la caccia.

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